Cos’è la Guida alle Birre d’Italia di Slow Food
Pubblicata da Slow Food Editore, la Guida alle Birre d’Italia rappresenta da anni uno dei principali punti di riferimento per il mondo della birra artigianale italiana. Nata per valorizzare i migliori produttori del Paese, la guida recensisce centinaia di birrifici e migliaia di etichette, offrendo una panoramica approfondita del panorama brassicolo nazionale.
Per la Guida alle Birre d’Italia 2027, ogni edizione è il risultato di un lungo lavoro di selezione e degustazione svolto da una rete di collaboratori ed esperti presenti su tutto il territorio italiano. L’obiettivo non è semplicemente recensire le birre, ma raccontare le realtà produttive che contribuiscono alla crescita della cultura birraria italiana e alla valorizzazione dei territori.
Una guida che racconta l’evoluzione della birra artigianale italiana
Negli ultimi vent’anni il settore della birra artigianale italiana ha conosciuto una crescita straordinaria. Secondo i dati pubblicati da Unionbirrai, il numero dei birrifici indipendenti è aumentato costantemente, contribuendo alla diffusione di una cultura brassicola sempre più matura e consapevole.
In questo contesto, la Guida alle Birre d’Italia è diventata uno strumento fondamentale per appassionati, professionisti e consumatori che desiderano orientarsi tra stili, produttori e nuove tendenze. L’edizione 2027 recensisce oltre 500 realtà italiane tra birrifici e produttori di sidro, confermando la vitalità di un settore in continua evoluzione.
Soralamà nella Guida alle Birre d’Italia 2027: i riconoscimenti
Nella Guida alle Birre d’Italia 2027 porta per Soralamà i risultati più significativi di sempre all’interno della guida.
Il birrificio ha ottenuto la nomina a Eccellenza, il riconoscimento riservato ai produttori che si distinguono per qualità costante, identità produttiva e contributo alla cultura birraria del territorio. Un risultato che premia non una singola birra, ma l’intero progetto.
A questo si aggiungono due etichette riconosciute come Birre Imperdibili: la Slurp e la Genny, la blanche belga artigianale con genepy, a base di frumento, che porta nella sua ricetta un ingrediente profondamente legato alla tradizione alpina della Val di Susa. Due birre diverse per carattere e stile, accomunate dalla stessa cura nel processo produttivo e da una personalità riconoscibile.
Per un birrificio indipendente come Soralamà, essere selezionati con questi tre riconoscimenti in una sola edizione rappresenta qualcosa di più di un premio: è la conferma che il lavoro quotidiano in birrificio, la ricerca sulle materie prime e l’attenzione alla qualità vengono letti e riconosciuti anche fuori dai confini del settore.
Una storia che parte da lontano
L’inclusione nella Guida alle Birre d’Italia 2027 non rappresenta il primo riconoscimento ottenuto da Soralamà all’interno delle pubblicazioni Slow Food.
Nel 2021 la birra WOW era stata inserita tra le Birre Imperdibili della guida, un riconoscimento che premiava una delle etichette più rappresentative della produzione Soralamà. Anche la Slurp era stata successivamente segnalata tra le birre più interessanti, confermando la qualità di una referenza che continua a essere apprezzata dagli appassionati.
Questi riconoscimenti raccontano un percorso fatto di continuità. Non si tratta del successo di una singola birra, ma della conferma di un progetto che dal 2009 continua a investire nella qualità e nell’identità delle proprie produzioni, raccogliendo riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali come il Birra dell’Anno, il Brussels Beer Challenge, il Best Italian Beer e il Premio Cerevisia.
Un riconoscimento che guarda al futuro
Essere presenti nella Guida alle Birre d’Italia 2027 con questi risultati rappresenta per noi uno stimolo a proseguire su questa strada, continuando a produrre birre che sappiano raccontare il territorio della Val di Susa e la passione che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro.
Ringraziamo tutti coloro che scelgono le nostre birre, visitano il birrificio, partecipano alle degustazioni e contribuiscono a far crescere la cultura della birra artigianale italiana. Anche grazie a loro, Soralamà continua a scrivere la propria storia all’interno di un settore che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.






